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Il mistero della Rocca

di Tristano Cairola

E' giovedì 23 Luglio 2009, serata della cena medievale allestita nella Piazza della Contesa durante le Feste Medievali e per l'occasione la rocca rimane  aperta dalle ore 17,00  alle 24,00.
L'affluenza dei visitatori è ininterrotta (600 persone circa) per cui si decide, alle 23,45,  di non far più entrare altri visitatori e di chiudere l'ingresso.
Ultimi ad  entrare, prima di chiudere la porta, sono due ragazzi e una ragazza a cui raccomandiamo di compiere la visita con una certa celerità, vista la tarda ora.
Nel frattempo scendono ed escono i visitatori che erano già all'interno.
Ad un certo punto questo flusso si esaurisce e pensiamo quindi che siano rimasti all'interno solo i tre giovani entrati per ultimi.
Nel frattempo vediamo il tunnel che divide la sala del pozzo dal cortile attraversato da una figura femminile, alta, esile, capelli castani lunghi fino alla spalla, con un vestito lungo verde chiaro.
Subito pensiamo che sia una visitatrice attardatasi un po' troppo.
Dopo circa 10 minuti scendono i tre giovani entrati per ultimi che ci ringraziano ma, prima  di salutarli chiediamo loro quante persone possano ancora esserci all'interno. Ci rispondono che c'è ancora una signora che hanno visto percorrere il camminamento di ronda.

Ci salutiamo e attendiamo l'uscita di questa signora ritardataria, ma invano.
A mezzanotte e mezzo cominciamo a preoccuparci.

Un malore, una caduta per le scale, qualcosa può essere accaduto, visto il ritardo. Decidiamo quindi, di risalire i cinque piani fino al terrazzo per verificare cosa sia accaduto, ma non troviamo nessuno.
Pensiamo perciò anche al peggio, ad un suicidio con un volo da 40 metri ma, ad un controllo effettuato non ci risulta nulla di tutto ciò.
Andiamo quindi in Pro Loco per riferire l' accaduto, ma non siamo creduti: si pensa ad uno scherzo o che siamo in preda ai fumi dell'alcool, altrimenti avremmo dovuto portare la testimonianza dei tre giovani che avevano visto la signora, ma che purtroppo non conoscevamo.
Ma ecco che, dopo 5 mesi e per un caso fortuito, incontriamo uno dei tre giovani, ultimi ad uscire dalla rocca: si chiama dott. Iacopo F., agronomo di Camerano e conferma quello che il gruppo ci aveva riferito all'uscita della Rocca.
Questa testimonianza è una dimostrazione della veridicità del nostro racconto.

Ciò potrebbe bastare per convincere tutti  che quella sera non eravamo né ubriachi né in preda ad allucinazioni.
Altri fenomeni inspiegabili si sono susseguiti all'interno della rocca, alla presenza di altre persone.

“Ofelia”, fantasma o frutto di suggestione?

Apparizione improvvisa di una “figura femminile, alta, esile, capelli castani lunghi fino alla spalla, con un vestito lungo verde chiaro”.

Il nome Ofelia, attribuito da un giornalista di Rai 3 Marche, in occasione del TG itinerante ad Offagna, deriva appunto dal colore dell’abito che questa “figura” indossa, nelle sue due apparizioni, molto simile al colore degli abiti con i quali, nei vari dipinti, viene rappresentato il fantasma di Ofelia dell’Amleto di Shakespeare.

Ulteriore caratteristica di questa “presenza” è il suo “materializzarsi o manifestarsi” improvvisamente in occasioni particolari quali: Feste Medioevali, riprese televisive all’interno della Rocca o visita di gruppi rumorosi.

Il che fa supporre che in queste circostanze viene “turbata la tranquillità” del luogo.

Dopo la prima apparizione durante le Feste Medioevali di alcuni anni fa, nel corso degli anni, due altre apparizioni, ma tantissime “manifestazioni”: - rumori di passi sulla scala di accesso al terrazzo del Mastio; - porte a vetro pesanti, nella “Sala dei Ponti Levatoi”, che sbattono, in pieno giorno ed in assenza totale di vento; - rumori simili a spostamento di mobili in alcune sale, ma gli unici arredi, pesanti teche con reperti in mostra, sempre nella stessa posizione, ma, soprattutto, assenza di visitatori o personale nelle suddette sale.

In quella che è definita la “Sala del Pozzo”, due turisti hanno riferito di aver sentito provenire dal pozzo una “voce sommessa” che per due volte chiedeva aiuto.

La Rocca con tutto il suo fascino è luogo scelto da molte coppie di sposi per immortalare questi momenti unici. Nella foto di una sposa offagnese la sorpresa… il velo del suo abito sollevato verticalmente su di lei in assenza di vento.

Questi alcuni dei numerosi segni particolari di un’eterea manifestazione, sempre con un denominatore comune: la “tranquillità del luogo viene turbata” e presente il responsabile Pro Loco della Rocca il dott. Tristano Cairola.

L’anno successivo al primo “incontro”, Tristano si accingeva a chiudere la porta della segreta, a conclusione dell’orario delle visite pomeridiane, quando dalla vicina porta di accesso al cortile interno della Rocca compariva una signora, sempre abbigliata con un vestito verde, alla quale Tristano comunicava che doveva rinviare la visita. La signora, senza proferire parola, si allontanava ed entrava nella vicina “Sala del Pozzo”, proprio di fronte all’ingresso del cortile. Tristano, scendendo dalla passerella che conduce alla segreta, si recava immediatamente nella “Sala del Pozzo”… vuota!

Unica eccezione, assente Tristano, una notte, durante le Feste Medioevali del 2015. Due falconieri, che, nella piazza del Maniero, si apprestavano a sistemare nelle apposite gabbie i rapaci notturni, vedevano nel camminamento di ronda, negli spazi liberi fra un merlo e l’altro, passare una figura non identificabile e ritenendo che fosse una persona rimasta chiusa all’interno della Rocca avvisavano la Pro Loco affinché si provvedesse a farla uscire. Venivano effettuati opportuni accertamenti e valutato che, l’eventuale malcapitato, restato chiuso all’interno, avrebbe chiesto aiuto ben prima e non a distanza di qualche ora dalla chiusura. Difatti, il giorno successivo, all’apertura della Rocca, ovviamente, nessuno aveva trascorso la notte all’interno!

“Ofelia”, fantasma o frutto di suggestione?

 

di Maurizio Brucchi e Tristano Cairola