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Nato a Montalboddo, oggi Ostra, il 6 aprile 1631 da Antinoro e la sua seconda moglie Lorenza Ronchi fu battezzato nella chiesa di Santa Croce. Era figlio di un´illustre e rinomata famiglia di musicisti tra i quali spiccano Vincenzo de Grandis Senior (1577-1646) soprannominato Il Romano poichè grande successo ebbe nella Roma del Papa soprattutto con Urbano VIII, Suo nipote e allievo Anselmo de Grandis che morí a soli sedici anni ed era già maestro di cappella del seminario di Roma. In ultimo Renato de Grandis (Venezia, 1927- Darmstadt 2009), che fu saggista e musicologo, ma anche compositore e direttore d´orchestra .

Vincenzo de Grandis, entrato in convento nel 1550, fu ordinato sacerdote attorno al 1652. La sua carriera di musicista inizia come cantante ed é documentata dagli atti della cappella Sistina, dove il 10 marzo del 1661 é aspirante ad un posto di tenore. Lavorerà poi a S. Luigi dei Francesi tra il ´61 e il ´65, mentre nel 1674 rivestí il ruolo di organista al terzo coro. Nello stesso periodo lo troviamo impegnato, dal giugno 1662 al novembre 1664, S. Agostino come organista e di maestro di cappella per gli eventi di maggiore importanza .

La svolta venne attorno al 1666 quando Johann Friedrich, duca di Hannover che aveva abbracciato il cattolicesimo tanto da creare una piccola comunità in uno stato a maggioranza protestante, lo assunse come procuratore affinchè da Roma rifornisse di strumenti, musicisti e cantati la cappella ducale. Nel frattempo lavora anche presso la cappella di Giovanni Battista Panfili e dirige i brani per l´inaugurazione della restaurata chiesa di Tolentino.
Solo nel 1674 divenne Maestro di cappella del duca di Hannover, ereditando l´incarico dal musicista veneziano Antonio Sartorio che lo aveva detenuto per quasi un decennio componendo per il duca alcuni drammi eroici come era costume delle opere veneziane dell´epoca .
Alla morte del duca Johann Friedrich, nel 1680, torna definitivamente in Italia presso il duca Francesco II d´Este , qui compose tre oratori: i primi due episodi di un ciclo di sette oratori sulla vita di Mosé ideato dal segretario ducale Giovanni Battista Giardini: Il nascimento di Mosé, eseguito nel 1682, e La ritirata di Mosé dalla corte d´Egitto e suoi sponsali con Sefora, eseguito nel 1684; e La caduta di Adamo, testo di Nencini, eseguito nel 1683.
Negli oratori del De Grandis sono stati rilevati tratti stilistici avanzati per il periodo, come la presenza di recitativi accompagnati e un´alta percentuale di arie accompagnate dall´orchestra invece che dal solo basso continuo.

L´oratorio sembra essere la forma musicale prediletta dal de Grandis che si cimenterà anche in altre composizioni pur trovando il successo proprio con queste composizioni che sono un´evoluzione spontanea dell´antico genere della laude spirituale. L´oratorio sorge all´inizio del Seicento ed é concentrato sul dialogo tra personaggi biblici che ha il compito di narrare il´intero dramma dei protagonisti .

Secondo le notizie riportate dal Colucci fu proprio Francesco II d´Este a raccomandarlo al Cardinale Altieri che lo chiamò come Maestro di Cappella presso la Santa Casa di Loreto dove lavorò fino 1692 fino al ritorno definitivo a Montalboddo dove si spense il 4 agosto 1708 all´età di 77 anni e fu sepolto nella basilica collegiata di Santa Croce vicino a Vincenzo de Grandis senior .



di Federica Candelaresi

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