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Un fil rouge collega i membri della famiglia Cappannari a partire dal Settecento: da Antonio Cappannari si è verificato un passaggio di consegne che ha visto tramandare di padre in figlio, per sei generazioni, il talento e l’amore per l’arte. La storia di questa famiglia di artisti – artigiani rappresenta una peculiarità della scena artistica del territorio.

Guglielmo, detto Elmo, nasce ad Osimo nel 1923. Artista poliedrico, fu pittore, ceramista, scenografo e poeta dialettale. Diplomatosi nel 1943 presso il Museo Artistico Industriale di Roma, svolse la sua attività principalmente nelle Marche. Personaggio molto attivo nella città di Osimo, per il Comune ha curato l’allestimento, presso il piano nobile di Palazzo Campana, della Civica Raccolta d’Arte, che costituisce il nucleo originario dell’attuale Museo Civico. Ne fu coordinatore artistico per molti anni.

Dal 1948 si è occupato di scenografia presso il gruppo teatrale “Il Dramma” di Ancona, e dal 1960 per il teatro Sperimentale del capoluogo marchigiano, lavorando anche come ideatore di costumi.
Morì nella sua amata Osimo, a 74 anni, nel 1997.

Nelle sue pitture prendono vita gli usi e le tradizioni locali. Il mondo popolare diventa il protagonista, manifestandosi in tutta la sua autenticità. Da esperto scenografo, costruisce quinte teatrali che documentano il suo amore per la Natura e per la genuinità delle piccole cose: figure minute si muovono nei suoi quadri raffinati raccontando allo spettatore momenti di vita quotidiana. L’intera composizione, le luci, i colori, l’organizzazione spaziale vengono creati e gestiti con l’esperienza e la saggezza dell’uomo di teatro, in quanto la stessa creazione pittorica è, per Elmo Cappannari, spettacolo teatrale.

di Anna Chiara Broggi

Guglielmo Cappannari, Ora et labora, 1980. Olio su tela.

 

Per le opere complete di Guglielmo Cappannari conservate al Museo Civico di Osimo - Sezione Contemporanea: www.imuseiofficinecreative.it

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