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LE CARTOLINE STORICHE DI MORRO D'ALBA

Le cartoline storiche che qui vengono presentate derivano da una mostra realizzata dall´amministrazione comunale e curata da Simona Guerra nel 2012. Attualmente l´intera collezione é esposta in forma permanente al Museo Utensilia ed é stata realizzata con la partecipazione di Mirko Masiero che per l´occasione ha messo a disposizione la sua collezione privata di cartoline, Lucio Ottaviani, Carlo Vernelli e con la collaborazione di Giuseppe Frezzi e Nardino Carestini.

"L´uso delle cartoline postali, anche chiamata "corrispondenza allo scoperto", viene introdotto per la prima volta nel 1869 dall´amministrazione postale dell´Impero austro-ungarico. Questo nuovo sistema di comunicazione possedeva diverse virtù in quanto - oltre a far spendere meno soldi al mittente, un aspetto affatto trascurabile - era perfetto per brevi comunicazioni, era facile da spedire, come anche era facile smistarlo presso l´ufficio postale e consegnarlo. La classe sociale che usufruì a pieno di questo nuovo tipo di corrispondenza fu, di fatto, la borghesia, che accolse con entusiasmo e, successivamente, diffuse come una moda, l´utilizzo delle cartoline. Non fu lo stesso per l´aristocrazia del tempo, che snobbò questa usanza perchè preoccupata di non far sapere i propri affari personali ai portalettere e alla già troppo attenta servitù non si diffuse tra la gente del ceto più basso (per questo bisognerà aspettare l´inizio del ´900 circa, almeno in Italia) perchè chi era molto povero - e le cose non sono molto cambiate oggi - non viaggiava e molto spesso non sapeva nè leggere nè scrivere. Secondo Enrico Sturani, riferendosi al 1900, le raffigurazioni " coprivano una gamma praticamente illimitata di soggetti, tecniche di stampa e stili: da reale al fantastico, dalla ricostruzione storica al documento di cronaca all´ipotesi avveniristica, dal realismo fotografico alla distorsione simbolista, fino a soluzioni formali che anticipano, senza alcuna pretesa, certe avanguardie artistiche" e ancora "offrivano dunque un repertorio completo di messaggi visivi per ogni occasione, ogni gusto, ogni destinatario. Acquistate per conservarle, e sapendo che sarebbero state conservate, esse consentivano a ognuno di costruire da sè i propri libri-album che avrebbero rivelato il livello di gusto, di cultura, di competenza, di estrosità del collezionista/autore. All´epoca si scrisse che l´album delle cartoline era una finestra aperta sull´animo del suo proprietario."(1) Raccontando gli eventi che portarono alla produzione di un´importante cartolina edita nel 1896, quella realizzata per le nozze tra Vittorio Emanuele di Savoia e la principessa Elena Petrovich di Montenegro, Luigi Chiappino così si esprime: "Da allora l´uso della cartolina si diffuse rapidamente, divenne ed é oggi un potente mezzo di propaganda artistica e commerciale, scatenò sul mondo una pioggia di saluti, di allusioni, di ricordi, dette voce a tanti sentimenti, aiutò tanti amori".(2) Sono parole perfette per descrivere le missive provenienti dalla collezione privata di cartoline e fotografie (in realtà molto più corposa delle "sole" trenta immagini) presenti in questa mostra, tra le quali parole, a volte scritte con calligrafie elegantissime quanto incomprensibili, troviamo una varietà di sentimenti umani davvero sorprendente."

di Simona Guerra

1. F. Sturani, in "L´Italia in posa. 100 anni di cartoline illustrate" Electa Napoli, 1997. Pag. 16.

2. L. Chiappino, in "Le prime cartoline litografiche" in "Progresso grafico" 5-6, maggio-giugno 1953.






 

 

 

 

 

 

 

 

 

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