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Giuseppina Vitali nasce il 1 Marzo 1845 a Odessa, in Russia (attuale Ucraina); figlia di raffaele Vitali, famoso e stimato tenore cerretano, e di Claudia Ferlotti,a nch'essa affermata cantante.
Figlia d'arte, sin dall'infanzia respira la musica in famiglia, seguendo i genitori in giro per il mondo e attingendo al talento musicale degli zii materni e paterni.
Il padre Raffaele dopo aver intrapreso la carriera di tenore finita troppo presto per un abbassamento inesorabile della voce, si dedica al mestiere di agente e di insegnante. Apre a Bologna una scuola di canto dove nasceranno molti nuovi talenti; ma il maggior merito dei coniugi Vitali rimane l'aver istruito magistralmente la loro figlia Giuseppina all'arte del canto.

Giuseppina esordisce nel 1863, appena diciottenne, a Modena nel "Rigoletto", con il ruolo di Gilda. Già dalle prime esibizioni ottiene delle ottime critiche ed il pubblico si mostra entusiasta.
Si esibisce a Bologna, Forlì e, l'anno successivo, viene scritturata per Londra. La sua carriera è un crescendo senza fine: Roma, Firenze, Napoli, Germania, Spagna e Russia.
Canta tra le altre nel "Trovatore", nella "Sonnambula", ne "Il barbiere di siviglia".
Appena riesce a trovare un attimo libero, però, con la sua famiglia ritorna sempre a riposarsi nel suo porto sicuro, a Cerreto d'Esi.

Nel 1865 è a Parigi dove ha l'onore di incontrare Gioacchino Rossini e viene invitata ad esibirsi nel suo salotto: in quell'occasione Rossini si complimenterà molto con la cantante definendola "la più brava delle sue Desdemone" e scriverà per lei delle fioriture per il brano "La cavatina della gazza ladra".
In quegli anni la sua carriera già splendente viene ulteriormente impreziosita dall'incontro con un altro grande maestro: Giuseppe Verdi. Anch'egli, nonostante la sua nota ritrosia e riservatezza, in un breve incontro non manca di complimentarsi con quel piccolo portento e di suggerirle di cantare la sua "Traviata".

La carriera di Giuseppina, Fifina per i familiari, continua senza sosta, di successo in successo: nel 1871 si esibisce al Cairo, per l'inaugurazione del Teatro vicereale, ed è lì che incontra il suo futuro marito, il tenore romano Augusto Paoletti. I due avranno un amtrimonio felice dal quale nasceranno tre figlie: Claudina, che purtroppo morirà in tenera età, Ida e Augusta.
La loro vita continua serena e piena di successi sino a che, nel 1887, Augusto muore improvvisamente per una caduta da cavallo.
Fifina è distrutta dal dolore ed entra in uno stato di tristezza che non la lascerà più. Di questi anni sono infatti le sue poesie più tristi e piene d'angoscia.
Nel 1892 ritorna a fatica ad esibirsi ed ottiene nuovi successi nell'"Otello" e nella "Traviata". Il canto però non riesce più a renderla felice e così, poco dopo, si ritira definitivamente dalle scene per dedicarsi unicamente all'insegnamento e alla scrittura di poesie e canzoni.

Ormai prevalgono in lei sentimenti di solitudine e di tristezza, e il 15 Febbraio 1915 Giuseppina muore improvvisamente nella sua casa di Roma.
Il mondo della lirica è in lutto e si stringe intorno al ricordo di quella splendida voce.

di Marika Ragni

 

BIBLIOGRAFIA:

Marisa Ciancioni Vitali "Giuseppina Vitali. La piccola stella che commosse Rossini e Verdi." Comune di Cerreto d'Esi, Maggio 2003

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