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Tra Castelplanio e Rosora le colline sono solcate da un corso d'acqua perenne chiamato Fosso di Rosora o delle Macine che è un affluente di destra dell'Esino proprio nella località Macine dove, fino al Cinquecento, era attivo il "Mulinetto del Maltempo".

Questo ambiente viene classificato come "aula verde" presenta una varietà naturalistica di grande interesse per la biodiversità che propone.

Tra piccoli calanchi e boschetti spontanei si trova proprio il Granchio Nero, esemplare raro e protetto, che vive in acque dolci prive di inquinamento. Tra gli altri animali che abitano questa zona troviamo Poiane, Civette, Gufi, Barbagianni, Rigogoli, Ghiandaie, Picchi ecc.

I sentieri, percorribili a piedi in bici o a cavallo, si snodano tra i meandri di un bosco idrofilo ben conservato, rimasto quasi inalterato dalla scorrere dei secoli, con esemplari secolari di Ontano, Pioppo bianco e Salice bianco e diverse specie floreali rare come il narciso l'orchidea selvatica, il farfaracce e l'ombelico di Venere.  

La particolarità, e la bellezza, di questo sentiero è che ci si può trovare a camminare dentro una natura selvaggia e rigogliosa pur essendo a pochi passi dai centri abitati.

L'alto tasso di umidità presente nel bosco accentua ancora la sua caratteristica incontaminata e rende il percorso un'avventura insolita e di grande suggestione.

Lo si può percorrere entrando da più punti di accesso lungo il suo percorso di circa 8 km.

Dal centro di Castelplanio si raggiunge percorrendo una discesa verso la settecentesca Fonte del Coppo e poi proseguire costeggiando il fiume fino al Fosso di Rosora, dove si può intraprendere anche l'itinerario attraverso i Calanchi di Rosora formatisi milioni di anni fa con fossili di pesci e conchiglie del Pliocene lasciati dal ritiro delle acque marine

L'intero percorso è dotato di apposita segnaletica per gli escursionisti ed è anche conosciuto come un percorso della pazienza per chi vuole conoscere da vicino il famoso Granchio Nero (Potamon Fluviatile) che vive prevalentemente di notte andando a caccia di lombrichi, insetti, pesci e ghiande e quindi poco propenso a farsi vedere da eventuali curiosi.

 

 

Bibliografia

David Fiacchini, a cura di, Guida alle aree di interesse naturalistico della Provincia di Ancona, 2007.

 

 

Le foto sono tratte dai Siti web: www.castellidelverdicchio.it e www.procastelplanio.it

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