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Carnevale paesano di Castelleone di Suasa
Il 17 gennaio, giorno in cui si ricorda Sant’Antonio, un anziano del paese appendeva alla mura castellane una maschera di legno (risalente alla fine dell’Ottocento) raffigurante il Carnevale. I bambini che lo seguivano, formando una sorta di corteo, recitavano la seguente filastrocca:
“SANT’ANTONIO DAL BARBO’
TIRA FORA ‘L MASCARO’
SANT’ANTONIO DA LA BARBA BIANCA
SE NON NEVICA POCO CE MANCA”.
Il primo giorno di Quaresima, sempre l’anziano del Paese riponeva la maschera, e i bambini in corteo recitavano un’altra filastrocca:
“È MORTO IL CARNEVALE
CHI LO SEPPELLIRÀ
VINCENZA E MATIUCCETTA
FARAN LA CARITÀ”.
A attualmente l’antica maschera è conservata presso la sede della Pro loco. Per evitare che esponendola alle intemperie si rovini ne è stata realizzata un’altra simile da un artigiano castelleonese (Giuliano Sebastianelli) e viene appesa alle mura castellane la domenica più vicina al 17 gennaio quando nella piazza principale si benedicono gli animali e le sementi.

Maschera di legno raffigurante il Carnevale risalente alla fine dell’Ottocento

 

Giuliano Sebastianelli, attuale maschera di legno

Festa del Perdono
Nel XVII secolo venne costruito a Castelleone di Suasa un convento di frati, appartenenti all’ordine di San Francesco di Paola, detti Minimi. L’edificio venne fatto erigere grazie all’intervento di Mons. Giuliano della Rovere, guarito prodigiosamente da un male per intercessione del Santo. In occasione della ricorrenza liturgica i frati richiamavano alla penitenza ed al ravvedimento morale tutti i fedeli castelleonesi e dei paesi limitrofi, i quali raggiungevano a piedi, in preghiera, la chiesa intitolata al SS. Crocefisso ed a San Francesco di Paola, per meritare il Perdono, che consisteva nell’assoluzione dei peccati e nell’acquisto dell’indulgenza plenaria. In seguito, nonostante l’abbandono del convento da parte dei frati dovuto all’incameramento di tutti i beni della chiesa a favore del Regno d’Italia, la tradizione della festa è continuata ed è arrivata fino a noi. La festa si celebra ogni anno in prossimità della memoria liturgica di San Francesco di Paola. E’ una festa “mobile” perché cade in prossimità della Pasqua, perciò se la Pasqua è “bassa”, il Perdono viene celebrata nella domenica in Albis, se la Pasqua è “alta” si celebra una domenica prima delle Palme.
In occasione della festa la mattina si benedicono le auto e le moto che sfilano per il Corso e la Piazza principale mentre nel pomeriggio si svolge la tradizionale processione con la statua del Santo.
Il lunedì seguente alla festa ha luogo la fiera del Perdono, ormai tradizionale mercato che riempie le vie del paese di bancarelle e numerosi acquirenti.

Festa del Perdono, processione con la statua di San Francesco di Paola

Festa del Perdono, mercato

Festa di San Pietro Martire
Il Santo patrono del Paese è San Pietro Martire da Verona. Non si hanno notizie o documenti che indichino quando e perché S. Pietro fu scelto dai Castelleonesi come loro Celeste Patrono; si sa con certezza che il Santo domenicano nel 1250, due ani prima del suo martirio, avvenuto a Barlazzina ( tra Como e Milano) nel 1252 ad opera degli eretici Albigianesi, predicò nelle Marche in molte città.
L’iconografia del Santo appare soprattutto nelle regioni dove esercitò il suo Ministero, fra le quali le Marche. A Castelleone, oltre alla statua che è custodita nella chiesa parrocchiale, si conserva anche un dipinto (su tela) di discreto valore artistico (della fine del 1600) raffigurante la Vergine Maria con il bambino sulle ginocchia e ai lati San Sebastiano e San Pietro martire.
La festa si celebra il 29 aprile. Da sempre si fa una solenne processione con la statua del Santo che dalla chiesa parrocchiale raggiunge la piccola chiesa in cui si può venerare il quadro ad olio raffigurante San Pietro Martire da Verona. Nello stesso giorno della festa c’è la consuetudine di benedire i rami d’ulivo che i concittadini pongono nei campi di grano, su croci di canna.

Processione della Madonna del Vallato
Il 31 maggio, nella chiesetta della Madonna del Vallato, confluiscono i fedeli della varie contrade del paese per la conclusione del mese mariano.
Festa del raccolto
Prima della trebbiatura (metà giugno) nella chiesetta di Santa Caterina di Pianvolpello (eretta dai Principi Ruspoli alla memoria di Donna Caterina Ruspoli) vengono benedetti i mezzi agricoli, segue uno spuntino campagnolo offerto dalla gente del luogo.

Festa di San Martino
La festa cade in novembre (la domenica più vicina al giorno 11). Nella chiesetta omonima si benedicono le nuove sementi, a tutti viene poi offerto, dagli abitanti della contrada, un piccolo rinfresco come segno di festosa fraternità.

“Focarone” del 9 dicembre
Alcuni decenni fa nelle piazzette più significative del paese, la sera del 9 dicembre si facevano i cosiddetti “focaroni”. Un’antica usanza castelleonese, infatti, voleva che si ricordasse la leggendaria traslazione della Casa Natale a Loreto.
Con il progressivo utilizzo dell’asfalto la tradizione è stata abbandonata. Solo in qualche casa di campagna a volte si ripeteva. Da qualche anno nella piazza centrale del paese la Pro Suasa, in collaborazione della Parrocchia, accende il “focarone”, anche se non ha certamente le dimensioni di quelli di una volta.
Ci sono poi vin brulé e castagne per tutti.

 

Si ringrazia l'associazione Pro Suasa per gentile collaborazione