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L'utopico progetto “Operazione Arcevia” viene ideato nell'agosto del 1972. Italo Bartoletti, nativo di Palazzo di Arcevia e profondamente innamorato del suo luogo d'origine, studia e analizza la lo sviluppo e i cambiamenti socio-economici del territorio arceviese nel periodo del boom economico e industriale. L'assetto prevalentemente agricolo del territorio ne fanno luogo soggetto all'emigrazione dei residenti, sottoponendolo ad uno spopolamento continuo che rende Arcevia e il suo territorio, una località emarginata dal brulicare d'innovazione e di cultura dei centri industriali. Bartoletti, individua in questa caratteristica un punto forte (quanto mai attuale) in questa caratteristica da ideare e sviluppare per farne una meta turistica, seppur differente e nel pieno rispetto della caratteristica locale. Il progetto viene affidato all'amico architetto comasco Ico Parisi che crea un progetto ad hoc per il ripopolamento a partire dalla zona di Palazzo di Arcevia.

“Ico Parisi, progettista incaricato, ha scartato l'ipotesi di un villaggio residenziale, e ha suggerito di realizzare invece una comunità esistenziale, ritenendola più rispondere alla volontà di dare una nuova dimensione umana all'insediamento. Dalla accettazione di questa proposta da parte del signor Bartoletti, ha preso l'avvio l'”operazione Arcevia” in agosto 1972. Per una maggiore promozione di dimensione umana dell'insediamento, Parisi […] ha proposto di ricorrere all'intervento di operatori estetici, coinvolgendoli nella strutturazione architettonico-ambientale dell'insediamento.
Pittori, scultori, musicisti, registi ed altri artisti contemporanei sono stati chiamati a proporre soluzioni particolari di ambientazione, episodi, percorsi, ecc, di sollecitazione fantastica, psicologica ed affettiva. […]
La prima ipotesi di intervento prevede la creazione di un centro residenziale e produttivo con una popolazione residente di circa 600 persone, e l'organizzazione di una struttura residenziale articolata attorno a questo nucleo dalla ricettività complessiva di circa 400 persone.”

Il progetto si avvale di artisti quali Alberto Burri, Pierre Restany, Cesar, Aldo Clementi, Lucio del Pezzo, Edgardo Mannucci, Tilson, Valeriano Trubbiani e con il supporto ancora di Tonino Guerra, Michelangelo Antonioni, Enrico Crispolti e molti altri.
Per la comunità si prevede, oltre a laboratori, residenza, luoghi per mostre e dediti alla cultura, un teatro all'aperto, dei parcheggi, una chiesa laica e la sedimentazione di percorsi e arte che stazionano nell'intero territorio previsto per l'occupazione.
Presentato alla Biennale di Venezia del 1976 con tanto di catalogo di oltre 700 pagine. Nonostante il successo e le numerose approvazioni, il progetto non verrà mai completato. Di contro, restano le sue tracce sparse ovunque, a partire dalla Residenza Privata San Settimio di Palazzo, fondata da Italo Bartoletti e tutt'oggi attiva grazie all'impegno della figlia Francesca e dei nipoti, ma anche il modello per il teatro di Burri conservato nell'omonimo museo a Città di Castello, il componimento con cui Aldo Clementi ha scritto una pagina della storia della musica contemporanea con “L'orologio d'Arcevia”, solo per citarne alcuni.

di Laura Coppa

Link per l'ascolto del brano "L'orologio di Arcevia" di Aldo Clementi:

 

 

 

Copertina del catalogo del progetto "Operazione Arcevia: progetto per una comunità esistenziale", 1976.

Pianta della posizione del luogo individuato per la realizzazione del progetto

Modellino per la realizzazione di "uova" per coprire le macchine nei parcheggi. Progetto di Iginio Baldieri.
Un prototipo è visibile nella strada d'ingresso alla reception della Riserva Privata San Settimio.

Modellino per la realizzazione di un teatro all'aperto di Alberto Burri. Oggi visibile al ssuo museo di Città di Castello.

Modellino per la realizzazione di un teatro all'aperto di Alberto Burri. Oggi visibile al ssuo museo di Città di Castello.

Spartiti e appunti per "L'orologio di Arcevia" di Aldo Clementi.

Spartiti e appunti per "L'orologio di Arcevia" di Aldo Clementi.

Spartiti e appunti per "L'orologio di Arcevia" di Aldo Clementi.