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Angelo Rocca nasce a Rocca Contrada (Arcevia) nel 1545.
Accolto a sette anni presso il monastero agostiniano di Camerino, comincia sin da subito a seguire gli insegnamenti degli agostiniani, tanto che, il suo nome da monaco Camers o Camerinus, attribuitogli a questa tenerà età, sarà da lui utilizzato per tutta la vita. Dopo gli studi di Teologia a Perugia, Roma e Venezia, si laurea a Padova per poi trasferirsi, nel 1585, a Roma, dove comincia a lavorare presso le stamperie vaticane diventandone direttore dieci anni dopo. Gli incarichi presso il Vaticano gli permisero di approfondire i suoi interessi storici, avendo la possibilità di accedere a documenti costuditi in Vaticano e solitamente non accessibili. Oltre ad essere eletto Vescovo nel 1605, durante la sua carriera da storico e umanista curò le opere di Egidio Colonna nel 1581 e di Augustinus Triumphus nel 1582, quest'utlimo, noto anche come Augustinus di Ancona. Fra le sue opere vanno ricordate la Bibliothecæ theologicæ et scripturalis epitome (1594), il De Sacrosancto Christi Corpore Romanis Pontificibus iter Conficientibus Præferendo commentarius (1599), il De Canonizatione Sanctorum commentarius (1601) e il De Campanis (1612).
Inoltre, collaborò con estrema cura e interesse all'edizione della Vulgata detta anche Clementina (perché approvata da Papa Clemente VIII), che restò, per diversi secoli, la versione ufficiale adottata dal rito latino.
Tuttavia, il suo nome è collegato a una ben più nota azione, ossia quella della fondazione, nel 1614, della Biblioteca Angelica (così chiamata per via del nome di battesimo del suo fondatore) di Roma, una fra le prime Biblioteche italiane aperte al vasto pubblico e non solo a esclusiva di una data casta sociale.
Il nucleo principale della Biblioteca Angelica è composto proprio dal lascito di Angelo Rocca, poi ampliatosi a partire dal 1661, grazie ad altri numerosi e ricchi lasciti.
Infine, l'acquisizione nel 1762 dell'intera biblioteca da parte del Cardinale Domenico Passionei, raddoppiò la collezione dell'Angelica, fino a rendersi necessario un ampliamento (ad opera dell'architetto Luigi Vanvitelli) che gli conferì l'aspetto odierno.
Angelo Rocca muore a Roma nel 1620.

di Laura Coppa