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Andrea Vici nasce a Palazzo di Arcevia (all'epoca ancora Rocca Contrada) il 9 novembre del 1743 da Arcangelo, anch'egli architetto stimato per numerose opere nel territorio delle Marche. Al compimento del 14esimo anno si trasferì a Perugia per proseguire lo studio delle lettere e della matematica, oltre che per cominciare l'apprendistato e lo studio del disegno presso il pittore Francesco Appiani. Nel 1760, all'età di17 anni, si trasferì a Roma presso la scuola di Stefano Pozzi; per intraprendere lo studio della pittura, che abbandonò ben presto in favore della più amata architettura a cui si avvicinò studiando a bottega da , che sostituiva Luigi Vanvitelli (all'epoca impeganto a Napoli) presso la Reggia di Caserta.
Nel 1765, in seguito alla morte del Murena e dei suoi genitori, rientra nelle Marche trasferendosi dal fratello nei pressi di Offagna. Qui comincia ad ottenere incarichi per la realizzazione di chiese, oltre al ben più prestigioso incarco per la realizzazione del canale Pio presso la Cascata delle Marmore. Sarà prprio questo impegno a portarlo a rifiutare l'offerta di proseguire i lavori presso la Reggia di Caserta in seguito alla morte di Luigi Vanvitelli.
Il successo del progetto realizzato per le cascate (che aveva lo scopo di liberare la Valnerina dalle continue inondazioni), gli garantì la nomina di primo Ingegnere della Congregazione delle acque, oltre all'onoreficenza di essere eletto architetto della Fabbrica di San Pietro (rinunciando per questo a ben due cattedre a Milano e a Mantova).
Nel 1785 venne eletto membro dell'Accademia di S. Luca, impegnandosi attivamente, assieme all'amico Antonio Canova, nella difesa delle opere d'arte italiane dal trafugo. Dopo essere stato segretario, alla morte del Canova, lo sostituì nella carica di presidente.
Riguardo alla sua conosciuta e intima amicizia con Antonio Canova, in Arcevia si parla di una sua qualche scultura segretamente custodita.

L'architettura di taglio neoclassico del Vici (dove il bello è dettato dalla necessità, nonché da moduli ovviamente classici), caratterizza ancora oggi in numerose città del Lazio, a Napoli, Caserta e in tutte le Marche. Le opere dal Vici realizzate per Arcevia sono la cupola di San Medardo, la bellissima chiesa a croce greca (unica su tutto il territorio) di San Francesco da Paola e la chiesa di Sant'Agata.

di Laura Coppa