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Palermo Giangiacomi nacque il 14 marzo 1877 ad Ancona (in via Fazio o Faro, che oggi porta il suo nome), nel Rione San Pietro, da una famiglia umile, ottavo di nove figli.

Nel 1892, a quindici anni, dovette a malincuore interrompere gli studi tecnici e avviarsi al lavoro di operaio: fu garzone di barbiere, di stalliere, di carbonaio-legnaiuolo, di falegname.

Ventenne, volontario, indossò la camicia rossa per partecipare alla campagna di guerra greco-turca del 1897, con la legione del Gen. Ricciotti Garibaldi. Prese parte alla battaglia di Domokos (Tessaglia) del 17/05/1897, ottenendo la citazione ad ordine del giorno per il suo comportamento ardimentoso.

Rientrato in patria, prestò servizio militare di leva nel Regg. Savoia Cavalleria, congendandosi nel 1900.

Riprese il suo umile lavoro di operaio ai Cantieri Navali Riuniti dell’Adriatico di Ancona, dedicando ogni istante libero alla lettura e allo studio, curando particolarmente la storia e le lettere.

 

L’esperienza di lavoro manuale e quella culturale da autodidatta misero a fuoco le sue qualità: accanito lettore, intelligente, dotato di una memoria eccezionale, capace di spirito d’osservazione acutissimo; e, derivanti dalla sua origine sociale, la semplicità cordiale, la bontà e la comprensione.

Nel 1904 sposò Emilia Serafini, dalla quale ebbe il figlio Amleto.

Nel 1911 s’iscrisse nella “Legione garibaldina Picena”, che doveva operare accanto agli insorti albanesi. Sempre nello stesso anno, fu assunto come assistente avventizio presso la Biblioteca Comunale “L. Benincasa” di Ancona: fu l’evento che diede una svolta alla sua vita. Infatti la catalogazione e il riordinamento del copioso materiale, da lui progettati, gli consentirono di approfondire le sue ricerche e di soddisfare il suo grande bisogno di sapere. Un tale fervore di lavoro trovò uno sbocco naturale nel quotidiano locale L’Ordine – Corriere delle Marche, che lo promosse redattore, in quanto il prestigio di Giangiacomi crebbe per la qualità della sua collaborazione.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, riaccesosi in lui lo spirito irredentista, mai sopito, che l’aveva spinto in Grecia, si offrì volontario e nel 1915 fu mobilitato ed assegnato al 31° Reggim. Artiglieria, partecipando alle campagne del 1915, 1917 e 1918.

Nel febbraio del 1918 venne a mancargli la moglie Emilia, dopo quattordici anni di felicissima convivenza.

Dopo la parentesi della guerra, ritornò agli studi, il cui oggetto fu sempre la storia della sua città, che conosceva nei particolari e negli aneddoti.

Nel 1924 fu nominato bibliotecario effettivo, riconoscimento di certo sudato.

Per il suo importante lavoro, non gli mancarono le meritate gratificazioni: tra le altre, il premio del Ministero per la Cultura Popolare per Storia di Ancona (1923), il premio speciale dell’Accademia d’Italia per Guida spirituale di Ancona (1933), la nomina di fiduciario di Stato per le Belle Arti e le Biblioteche della Provincia di Ancona e quella di Ispettore per le Biblioteche della Provincia di Ancona.

Si spense immaturamente ed improvvisamente il 22 marzo 1939 nella casa di Largo Belvedere, nel suo amato Rione San Pietro.

La sua salma riposa nel famedio dei cittadini illustri del Cimitero di Tavernelle ad Ancona.

 

Principali opere

In lingua italiana:

1901- Ave Marie e Tramonti (poesia in lingua)

1907- Tregue e Battaglie     (poesia in lingua)

1907- Federico Confalonieri (dramma)

1923- Storia e guida di Ancona

1927- Ancona e l’Italia contro Barbarossa

1932- Guida spirituale di Ancona

1936- Traiano e Ancona

 

In vernacolo anconetano:

1904- L’assediu d’Ancona

1909- L’imbriago

1909- Sonetti anconitani

1925- Favole anconitane

1932- Storie e sturiele

 

Opere appartenenti all'Archivio Pellegrini.

Favole Anconitane        

L'assediu d'Ancona

Sonetti anconitani 1

Sonetti anconitani 2

Sonetti anconitani 3

Storie e sturiele

Vernacolo anconitano

Si ringraziano la Biblioteca Comunale Luciano Benincasa di Ancona, per aver messo gentilmente a disposizione i testi, e la dott.ssa Silvia Seracini per la cortesecollaborazione.

L'ultima opera di Palermo Giangiacomi, Inni e canzoni del Risorgimento, pubblicata postuma da Ivana Pellegrini.

Si ringrazia la Casa Editrice Italic Pequod per la gentile concessione del testo.

Si avverte che la Biblioteca Benincasa ha pubblicato il catalogo online delle opere di Palermo Giangiacomi.

 

 

 

 

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