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“[…] Ogni ricerca non è mai ex nihilo,
ma si rende possibile solo grazie a quelle
di coloro che ci hanno preceduti e alla
loro memoria […]
Massimo Recalcati, L’ora di lezione,
Einaudi 2014, p. 34

 

Vivo a Largo Belvedere praticamente da sempre. A Palazzo Moroder, conosciuto anche come Palazzo degli impiegati comunali. È lì, precisamente al civico 9, che sono nata nel 1949. Per me molto più che un semplice edificio. Una realtà viva, densa di storia, di racconti, di relazioni, di sentimenti. Una convinzione, questa, che ho vissuto sempre come una dimensione personale, intima. Poi un giorno, nell’estate del 2007, da poco in pensione - dopo trentasei anni di insegnamento di materie letterarie negli Istituti di istruzione secondaria di I grado - l’ispirazione. Durante una festa da me organizzata nel giardino del Palazzo, alla quale invitai la poetessa Daniela Monachesi che recitò i suoi componimenti, venni a conoscenza del capitolo La casa di Largo Belvedere (riportato in Testimonianze di questo stesso archivio), tratto dall’autobiografia dell’Ing. Franco Sbordoni. Fu leggendo quel testo che appresi come uno degli originari condomini del Palazzo era stato lo scrittore e poeta anconetano Palermo Giangiacomi (1877-1939). Il Giangiacomi fu infatti direttore della biblioteca comunale “L. Benincasa”, così il Comune di Ancona gli assegnò l’appartamento al primo piano del civico 14 di Largo Belvedere, essendo il Palazzo costruito per gli impiegati comunali, per volontà del Podestà Riccardo Moroder. A testimoniarlo anche la targa marmorea che si erge sul giardino retrostante l’edificio; da qui, dunque, il nome Palazzo Moroder. Tanto è bastato perché iniziasse il mio lavoro di ricerca. A spingermi furono la mia curiosità e la mia voglia di conoscenza, ma ben presto si fece strada il desiderio di mantenere viva la memoria del “nostro” Poeta, di divulgarne opere e vicende che, intrecciandosi con la vita del condominio, avrebbero restituito anche uno spaccato di storia della città, da mettere a disposizione degli anconetani.

La mia ricerca non poté che cominciare dalla biblioteca “L. Benincasa” di Ancona che scoprii particolarmente fornita di opere dello e sullo stesso scrittore. Appresi così che il Giangiacomi era vissuto per dieci anni a Palazzo Moroder, dal 1929, anno dell’inaugurazione dell’edificio, fino alla sua morte, avvenuta il 22 marzo del 1939. E come spesso succede in questi casi, immersa tra libri e documenti, l’intuizione iniziale si arricchiva di episodi, dettagli, scoperte, materiali inediti. Così, leggendo la raccolta Storie e sturièle, mi sono imbattuta, ad esempio, nel componimento poetico Sceneta dal vero (Largo Belvedere. Una popolana si rivolge ad una signora affacciata). Un ritratto immortale di Largo Belvedere. Fu in quel momento che capii. Il legame profondo che avevo sempre sentito verso il luogo dove sono nata e dove tre generazioni della mia famiglia sono vissute, del quale però io stessa conoscevo poco, non apparteneva solo a me, ma era un patrimonio di molti, se non dell’intera Ancona. Da quel giorno la mia ricerca continuò su due direttrici strettamente connesse tra loro: Palermo Giangiacomi ed il Palazzo degli impiegati comunali di Largo Belvedere n. 13-14, oggi 9-10.

La raccolta del materiale documentario è stata come un mettersi in viaggio, tra gli archivi delle biblioteche ed i fondi fotografici, ma anche tra le esperienze di vita dei condomini dei quali ho raccolto testimonianze e memorie attraverso dei questionari o lunghe conversazioni con essi. L’idea originaria era quella di riunire poi in un libro gli esiti della ricerca. In mente avevo già l’immagine della copertina: un ritratto del Palazzo. Per questo nel 2008, mentre stavo completando la mia ricerca, commissionai al grande pittore anconetano Antonio Di Pietro (di cui peraltro sono nipote. Mia madre era sua cugina) un dipinto di Palazzo Moroder (Cfr. Sezione Palazzo Moroder e l’arte di questo archivio). In quello stesso anno il dipinto venne intanto pubblicato a corredo di alcuni versi della poesia Palazzo Moroder di Daniela Monachesi (in Voci Nostre, Volume XXXVII, anno 2008, Nova Edizioni, p. 56). Un modo per rendere omaggio al Palazzo che nel 2009 avrebbe compiuto 80 anni dall’inaugurazione (fu infatti inaugurato il 29 luglio 1929). Fu in quel momento che, mentre mi avvicinavo al traguardo di questo percorso, mi si fece incontro una consapevolezza: nel 2009 sarebbero ricorsi ben due anniversari. Il 20 luglio 2009, appunto, l’80° anniversario del Palazzo Moroder, prima, il 22 marzo 2009, sarebbero stati i settanta anni dalla morte di Palermo Giangiacomi. E come spesso capita nei viaggi di avanscoperta, mi concessi una deviazione. Messa da parte per un momento l’idea del libro, coinvolgendo i condomini di ieri e di oggi, pensai all’organizzazione di due iniziative, coordinate in collaborazione con il Comune di Ancona ed altre associazioni culturali, che presero ben presto le sembianze di un progetto. Omaggio a Palermo Giangiacomi, scrittore e poeta anconetano, nel 70° anniversario della morte (20 marzo 2009), fu il titolo della prima; Palazzo Moroder (1929-2009). Un palazzo di Ancona tra storia ed architettura (11-12 settembre 2009), quello della seconda. Fu durante la prima iniziativa che venne affissa una targa marmorea all’ingresso del Palazzo dove il Poeta era vissuto.

La macchina sulla strada di questa storia anconetana, fino a quel momento sconosciuta, era ormai in corsa. All’inizio del 2010, ottenni dal Comune di Ancona che Palermo Giangiacomi fosse inserito nel programma per le celebrazioni del 150° anniversario della Liberazione di Ancona e dell’Unità d’Italia. Al Teatro Sperimentale di Ancona andarono in scena due opere del Poeta e Scrittore: El Caribaldì e Mazzini a Londra. Fu l’inizio di una nuova ricerca. Punto di partenza, stavolta, l’archivio della Deputazione di Storia Patria per le Marche (nello specifico, il Fondo Risorgimento di Palermo Giangiacomi). È lì che in un giorno di studio mi capitò tra le mani un manoscritto inedito di Palermo Giangiacomi, Inni e canzoni del Risorgimento. Fu per me come il ritrovamento di un tesoro nascosto. Dedicai un anno e mezzo di impegnativo lavoro sul testo e per la messa a punto dell’editing, ma alla fine, il 30 maggio 2011, il libro a mia cura (pubblicato dalla casa editrice Italic Pequod), era pronto per essere presentato al pubblico, portando così a compimento, o almeno mi piace pensarlo, la volontà dello Scrittore. Il debutto andò in scena al Teatro Sperimentale di Ancona, nell’ambito dell’esposizione Ancona nel Risorgimento (Cfr. Sezione Palermo Giangiacomi 2 di questo Archivio).

È procedendo lungo questo percorso di ricerca, iniziato un po’ per caso nel 2007 e proseguito fino al 2012, che ho potuto raccogliere molto materiale [fotografico e cartaceo (documentario e librario)], che ho messo poi a disposizione di questo archivio, notando come il progetto “La memoria dei luoghi” perseguiva proprio gli stessi obiettivi che io mi ero posta cominciando il mio lavoro. Pertanto, con viva riconoscenza, ringrazio questo progetto ideato dal Sistema Museale della Provincia di Ancona e sostenuto dalla Provincia di Ancona e dalla Regione Marche, per l’opportunità offerta di rendere pubblico questo archivio, del quale ho ritenuto importante ricostruire la genesi per renderlo ben comprensibile e fruibile.

Il mio è stato un lavoro intenso, nell’ideazione e nella realizzazione, che ha il sapore di un canto d’amore per le mie radici.

Ringrazio con sincera riconoscenza quanti hanno reso possibile la raccolta del materiale di questo archivio.

* Introduzione generale all’Archivio, Breve storia di Palazzo Moroder-Costanzi, Introduzione alle testimonianze e Conclusione alle testimonianze sono state scritte a quattro mani da Ivana Pellegrini ed Agnese Carnevali. La parte grafica delle sezioni Mostra fotografica e Palazzo Moroder e l’arte sono a cura di Emanuele Garofalo 

 

 

 

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