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DANIELA MONACHESI

Nella sua prolifica produzione poetica (ha scritto e pubblicato undici raccolte), Daniela Monachesi ha ricevuto premi e riconoscimenti di prestigio, tra cui quelli relativi al Concorso Autori per l’Europa 2007 e 2009 e alla Poesia sui diritti umani, con supervisione di Aldo Forbice. Ha partecipato ai seguenti concorsi di poesia: Escape in art, London 2004, targa d’argento; Premio Firenze, Dicembre 2010, segnalazione di onore per la raccolta di poesie A soffi scalzi; Concorso Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Litterary Awards, Aprile 2011, Premio di merito categoria A per la raccolta Rocce di antichi fati; Sedicesima Rassegna Internazionale Padus Amoenus 2011, per i 150 anni dell’Unità d’Italia, 1° Premio con la raccolta poetica Il Nostro Ieri –17 Marzo 1861; Premio speciale Pianeta Donna, relativo al Concorso Internazionale Montefiore di Rimini 2013 per la raccolta di poesie Brughiera dell’anima. Inoltre la sua silloge inedita L’eco della luna si è classificata terza al Concorso Internazionale Città di Ancona 2013. Nel 2015 pubblica la raccolta Favole alfabetiche, Ibiskos-Ulivieri, 2015, con illustrazioni di Chira.

La sua poesia è stata definita “pregevolmente sperimentale nel suono e nella forma, nonché di rigore classico nei sonetti [...]” (motivazione del Premio Firenze 2010).

Della sua poesia Antonio Luccarini dice: “Versi liberi da percorsi obbligati, nella loro fluidità regalano immagini di luci e colori. Non c’è spazio per rese mimetiche della realtà. L’occhio e l’orecchio registrano emozioni che la parola cerca di spendere senza mediazioni concettuali, così in forma diretta e piena”.

Nell’introduzione alla raccolta Di calicanto la via ovvero pennelli le parole (2006) Laura Momigliano Lepschy (University College London) tra l’altro dice: “[…] La tessitura verbale, scorrevole e precisa ad un tempo, ha un’energia e memorabilità di una forza inattesa e sorprendente in componimenti così leggeri e delicati. Il messaggio di queste poesie sta nelle immagini e nelle parole […]”.

“PALAZZO MORODER” di Daniela Monachesi

 

I comignoli snelli, saldi

i muri, le tante finestre,

a fregi imperiali i balconi.

Il portone d’Oriente

maestoso ogni giorno

di pura luce nascente

s’accende e mai vede

il sole, lento, morire.

Di cemento cento i tuoi

anni, fra un ventennio,

senza bastone, né canuta

sembianza, con appena

i segni di rifatta cosmèsi.

Eppur storia di periodi

atroci passò a batter dura,

mortale la sorte di gente

         sul colle.

 

Vuotate le case, ripiena

la terra, placato il mare.

Con vissuto giardino

le siepi sipario e odorosi

di caprifoglio i cespugli.

Un guizzo d’aria innevata.

Prole a ginocchia sbucciate.

Famiglie serene, assimilato

il tempo hanno e maturati

i fatti della vita umana.

D’alloro i tuoi arbusti,

di marina la mite brezza

fra rossori d’oleandri

e tramonti, tu che rimani

fedele custode di domestiche

nicchie a segno grandioso

         di eventi.

                                                                                               

Per la tua arte sublime,

figlia a te ora mi sento.

 

(Scritta l’8 marzo 2008 nel giardino di Palazzo Moroder e dedicata ai condòmini del Palazzo)

 

 

 

 

 

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