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Sanzio Blasi        (Ancona, 24 febbraio 1895- Ancona, 22 agosto 1972).

a cura di Cristiana Carlini

 

Sanzio Blasi fu autore di numerose opere scultoree, letterarie e uomo profondamente legato alla sua terra e alla sua città, Ancona.Scoppiata la prima guerra mondiale, venne inviato in zona di guerra con la Cavalleria Savoia.Nell’aprile 1933 partecipò alla Mostra Nazionale di Firenze, poi alla Mostra della Dalmazia (Zara 1937) e alla terza quadriennale d’Arte di Roma del 1939.

Nel ’40 espose alla XXXV Mostra Galleria di Roma e alla XXII Biennale di Venezia.

Nel 1943 morì il figlio Gustavo, medaglia al valore militare. Questo tragico evento lo afflisse sempre nella vita, ma gli fu di ispirazione nell’attività artistica e lo spinse a porsi ancor più al servizio della comunità.

Nel dopoguerra lavorò a monumentali opere pubbliche: la Pietà del Cimitero di Tavernelle e la Pietà di S. Domenico ad Ancona, tutte le sculture nel Cimitero dei Polacchi a Loreto; egli inoltre dedicò maggiore interesse alla produzione ritrattistica. E’ di questo periodo la “testa” del grande poeta romano Trilussa, che ne rimase entusiasta.

Sin dal passaggio del fronte di guerra, cominciò a lavorare per le pubbliche istituzioni in un volontariato generoso e instancabile. Fu Commissario dell'Ospedale civile Umberto I di Ancona, si adoperò molto per far avere pasti caldi agli ammalati e lo stipendio al personale.

Nel 1948, dopo la sua esperienza come presidente dell’Ospedale Civile e amministratore dell’Ospedale dei bambini di Ancona, contribuì alla fondazione dell’Ospedale Cardiologico G.M. Lancisi.

Nel 1959 venne invitato alla Biennale Triveneta di Padova.

Nell’ultimo decennio di vita partecipò a premi, mostre ed alla IX Quadriennale d’Arte di Roma.

Nell’aprile 1966 venne scelto per partecipare alla Mostra d’Arte Contemporanea delle Province di Ancona e Macerata a Düsseldorf-Mettmann.

Il 30 marzo 1969 inaugurò a San Marino il monumento dedicato all’architetto Donato Bramante.

Benché preso da una lenta e sfibrante malattia, lavorò incessantemente usando vari materiali come creta, plastilina, bronzo, marmo, cera e gesso e realizzando figure stilizzate di donne, medaglie, statue, ritratti di bambini e adulti. Suoi sono anche il ritratto del Sindaco di Ancona Francesco Angelini, il busto dell’arcivescovo Monsignore Bignamini nella Cripta del Duomo di Ancona.

Fin dal 1956, anno di nascita del “Premio Marche”, fu tra gli organizzatori della manifestazione.

Il 4 maggio 1971 fu insignito della medaglia d'argento come cittadino benemerito dal Comune di Ancona.

Scrittore illuminato, aveva fiuto giornalistico. Numerosi sono i suoi articoli: sull’agricoltura, sull’arte, sulla società. La passione venatoria, trasmessagli dal padre così come quella artistica, carica di esperienze e ricordi, lo portò a scrivere la sua prima opera letteraria del 1951 “Dolci Ricordi di caccia”. Poi vennero “Tempi Sereni” nel 1953 (prima edizione). Seguirono nel 1962 la seconda edizione e nel 1971, la terza arricchita di altre foto. Nel 1968 “Tempi Sereni” II volume. E’ del 1970 “Terra marchigiana”, quindi “Da Capodemonte al Guasco” uscito nel luglio 1972.

           Busto di Palermo Giangiacomi
           Autore Sanzio Blasi, anno 1953
           gesso patinato nero
           cm 62-30-26
           Foto originale dall'archivio della Famiglia Blasi                      

 

 

 

 

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